statuto internazionale 1991

 

 

 

 

       

Curia Generalizia delle
Figlie della Carita Canossiane

Via della Stazione di Ottavia, 70
00135 ROMA

LETTERA DI PROMULGAZIONE

Carissimi,

ho la gioia di promulgare, nella Festa dei SS. Pietro e Paolo Apostoli, lo Statuto dell'Associazione “Laici Canossiani” da me presentato, a nome del XII Capitolo Generate, alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che l'ha definitivamente approvato e confermato come da Decreto allegato.

L'approvazione del nuovo Statuto per l'Associazione dei Laici Canossiani è segno di autentica fecondità del carisma Canossiano nella Chiesa nelle sue molteplici espressioni.

II carisma fondazionale appartiene radicalmente ad essa, nella quale tutti gli stati di vita si unificano profondamente nel “mistero di comunione" e si coordinano dinamicamente e armonicamente nella sua unica missione.

A pieno titolo siete eredi legittimi del carisma di S. Maddalena, per sua natura e per la sua storia, ampio e creative. Ciò vi impegna ad essere responsabili della sua crescita e della sua traduzione nell'oggi. A voi tocca re-interpretare la spiritualità canossiana in modo da essere conforme all'indole secolare dei laici.

Nel salutarvi invoco da Maria Addolorata, nostra Madre, un intenso e ancor più qualificato cammino di comunione in fedeltà alla identica vocazione carismatica.

Roma, 29 giugno 1991

M. Elide Testa
Superiora Generate

 

 

CONGREGAZIONE

PER GU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA
E LE SOCIETA DI VITA APOSTOUCA

Prot. n. V. 8 - 1/90

DECRETO

L'Opera intitolata «Laici Canossiani» dell'Istituto religioso delle Figlie della Carità Canossiane, la cui casa generalizia si trova nella città di Roma, e un'Associazione publica di fedeli in cui i membri sono chiamati a vivere nel mondo il carisma e la spiritualità della Famiglia Canossiana.

Scopo dell'Associazione e la partecipazione attiva dei membri alla vita della Chiesa locale anche collaborando nei ministeri propri delle Figlie della Carità: educazione, evangelizzazione,
pastorale del malato, formazione di laici, esercizi spirituali..

La Superiora Generale dell'Istituto, a nome del Capitolo Generale, ha presentato alla Sede Apostolica lo Statuto della suddetta Associazione per l'approvazione definitiva.

Questa Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, dopo aver esaminato attentamente lo Statuto, con il presente Decreto, lo approva e lo conferma, secondo l'esemplare redatto in lingua italiana, che si conserva nel suo archivio, osservate tutte le prescrizioni del diritto.

Nonostante qualunque disposizione in contrario.
Dato a Roma, il 19 febbraio 1991.

 

 

 

I. IDENTITA DEL LAICO NELLA CHIESA

 

1. Tutti i fedeli, costituiti popolo di Dio mediante il battesimo, sono «chiamati ad attuare, secondo la condizione propria di ciascuno, la missione che Dio ha affidato alla Chiesa da compiere nel mondo».

- celebrare la grazia della salvezza

- annunciare il Vangelo

- vivere la carità.

Da questa uguaglianza fondamentale fra tutti i cristiani, per un dono particolare dello Spirito, derivano diverse scelte vocazionali e ministeriali.

 

2. II laico, che si specifica per la sua secolarità, é chiamato a mettere in atto «tutte Ie possibilità cristiane ed evangeliche nascoste, ma già presenti ed operanti» nella complessa realtà sociale, economica, politica, culturale, che influenza il modo di vivere Ie relazioni personali, familiari, civili ed ecclesiali. Con libertà interiore, coraggio e intelligente creatività, cerca di trasformare l'affannosa ricerca di benessere e di potere nella logica del servizio e della gratuita evangelica.

 

3. Pienamente inserito nella cultura del suo tempo, egli testimonia e ricorda ai religiosi il significato delle realtà temporali: il «già» del Regno di Dio. Ma in cammino verso il «non ancora» di ogni realtà umana, si apre ai religiosi che glielo testimoniano e ricordano.

 

II. IDENTITA' DEL LAICO CANOSSIANO

 

4. l Laico Canossiano, che scopre di essere in sintonia con il carisma di Maddalena di Canossa, è chiamato a vivere la carità del Crocifisso nella dimensione della secolarità, per "la gloria del Padre e la salvezza dell'uomo".

Egli, inserito pienamente nella realtà sociale ed ecclesiale del suo tempo, rende presente l'amore gratuito del Padre con l'annuncio, la testimonianza della vita e la carità operosa. Attento alle molteplici povertà umane, promuove la vita e si rende solidale con le sofferenze e le necessità dei fratelli.

 

5. Il Laico Canossiano, lasciandosi formare dal più Grande Amore, Gesù Crocifisso, vive un rapporto confidente di figlio con il Padre. Si rende attento a cogliere la sua presenza nella trama degli avvenimenti e sceglie come propria la sua volontà. Affidandosi a Lui, vive la fatica quotidiana e l'esperienza del dolore alla luce del Mistero Pasquale.

L'amore incondizionato di Cristo lo abilita a portare pace, unità e gioia nella famiglia, nella professione, nell'impegno sociale e pastorale."

In Maria, Madre della Carità sotto la croce, trova il modello di fede, fortezza e gratuità di dono.

 

6. Il Laico Canossiano nutre la sua spiritualità, unificando fede e vita nel quotidiano:

- nella consapevole e attiva partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa,

- nell'ascolto e nella meditazione della Parola di Dio,

- nella preghiera personale, familiare e comunitaria,

- nell'impegno evangelico dentro le realtà temporali,

- nell'amore fiducioso a Maria, Madre di misericordia e di speranza.

 

7. Chiamato ad essere, come Maddalena, esperto in umanità, il Laico Canossiano coltiva uno stile di vita semplice, umile e gioioso, "disponibile a donare tempo, energie, risorse a servizio degli altri, specialmente di chi è nel maggior bisogno." Impronta le sue relazioni a rispetto e serena accoglienza di ogni persona, lasciando trasparire lo spirito "amabilissimo, generosissimo e pazientissimo" di Gesù."

 

 

III. MISSIONE DEL LAICO CANOSSIANO

 

8. Il carisma della carità è un fuoco che dilata e tutto cerca di abbracciare, rende il Laico Canossiano coraggioso e creativo nell'annunciare e testimoniare il Vangelo in ogni ambito: la famiglia, il mondo del lavoro, della cultura, della politica e dell'economia.

Il Laico Canossiano è corresponsabile con tutto il popolo di Dio della missione ecclesiale. Partecipa attivamente alla vita della propria Chiesa locale anche collaborando nei ministeri propri delle Figlie della Carità: educazione, evangelizzazione, pastorale del malato, formazione di laici, esercizi spirituali.

 

9. La sua missione è caratterizzata:

- dalla particolare attitudine a vedere e a servire il Crocifisso nei "crocifissi", negli ultimi della storia, nei lontani, in coloro la cui dignità di figli di Dio è sfigurata;

- dalla dimensione comunitaria del servizio, nella collaborazione con tutti, in aperta accoglienza della diversità di cultura, mentalità, religione;

- dall'universalità, nel desiderio di promuovere ed evangelizzare tutti gli uomini, anche con un impegno "ad gentes".

 

IV. ASSOCIAZIONE "LAICI CANOSSIANI"

 

10.  L'Associazione "Laici Canossiani" é costituita da persone che partecipano nel mondo al carisma dell'Istituto delle Figlie della Carità Canossiane. Essa é regolata da uno Statuto. In attenzione al processo di inculturazione della fede e alle necessità locali, vengono elaborati Statuti Nazionali. Il laico che intende appartenere all'Associazione dichiara il suo impegno mediante una delle modalità stabilite negli Statuti Nazionali.

 

11. Tra i membri dell'Associazione, alcuni esprimono la propria adesione a Cristo emettendo uno o più voti privati.

I Laici Canossiani possono decidere liberamente di vivere in comunità nei tempi e nei modi concordati insieme.


V. FORMAZIONE DEL LAICO CANOSSIANO


12. II processo formative del Laico Canossiano si attua per forza dello Spirito, nella quotidianità della vita e delle relazioni. A sostegno di esso, l'Associazione assicura adeguati cammini formativi, tracciati nei piano di formazione.
La formazione tende a risignificare la vita cristiana del laico nella specificità carismatica secolare, perché egli risponda in pienezza alla propria scelta vocazionale.


13. L'ltinerario formativo comprende una formazione iniziale e permanente.
La formazione iniziale ha la durata minima di un anno e conduce la persona ad una graduale presa di coscienza dell'identità del Laico Canossiano.
La formazione permanente25 accompagna il Laico Canossiano nell'approfondimento della sua identità e della sua missione, e lo abilita ad assumere la responsabilità della propria formazione.
Una formazione specifica viene offerta ai membri dell'Associazione chiamati alla consacrazione nel mondo.
 

14. La responsabilità della formazione dei Laici Canossiani é affidata a una equipe di formatori, che elaborano progetti formativi, valorizzando anche strutture gia esistenti nella Chiesa locale.
Le funzioni dei membri dell'equipe sono complementari, e convergono nel far interagire la vita con la Parola e il carisma attraverso la comunicazione personale e/o di gruppo. Gli Statuti Nazionali specificano tali funzioni.


VI. ORGANIZZAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE "LAICI CANOSSIANI"


15. La struttura organizzativa e finalizzata a garantire la realizzazione dei processi formativi e degli obiettivi
della Associazione. I principi fondamentali che in essa ispirano funzioni e relazioni sono la corresponsabilità, l'interdipendenza e la complementarietà.


16. L'Associazione si organizza a livello locale, nazionale e internazionale. A ciascun livello i membri dell'Associazione eleggono una equipe di coordinamento costituita dal Coordinatore, dal Segretario e dall'Economo, scelti tra i laici, e dalla Sorella Canossiana animatrice.
Gli Statuti Nazionali indicano le modalità di elezione delle équipes a livello locale e nazionale.
La durata del loro sevizio e triennale, con possibilità di rielezione per un secondo triennio.
A livello internazionale l'equipe di coordinamento e eletta dai delegati nazionali che partecipano al Convegno internazionale, celebrato ogni cinque anni.


17. L'equipe di coordinamento:
- promuove la comunione tra i membri e i gruppi, favorendo la comunicazione e la solidarietà,
- offre sostegno e incoraggiamento a chi e in difficoltà,
- approva e verifica gli itinerari formativi,
- ammette i nuovi candidati nell'Associazione,
- amministra i beni dei gruppi.
 

18. II laico incomincia a far parte dell'Associazione «Laici Canossiani» quando la sua richiesta viene accolta
dal coordinatore locale che la valuta insieme agli altri membri dell'équipe.
Se il Laico Canossiano, per motivi personal!, decide di non appartenere più all'Associazione, lo comunica al
coordinatore locale. A sua volta l'equipe di coordinamento locale può chiedere al Laico Canossiano di lasciare
l'Associazione.


19. Ai diversi livelli, l'equipe di coordinamento amministra i beni del gruppo nello spirito evangelico della giusti-
zia, carità e solidarietà coi poveri.
Un regolare resoconto viene dato ai membri dell'Associazione.

20. Le sedi locali e nazionali vengono concordate tra l'Istituto e l'Associazione. L'ufficio di coordinamento internazionale ha sede in Roma.

 

VII. RELAZIONE TRA L'ASSOCIAZIONE "LAICI CANOSSIANI" E L'lSTITUTO DELLE FIGLIE DELLA CARITA’


21. I Laici Canossiani e le Figlie della Carità formano una comunità-comunione di persone che vivono lo stesso carisma in un diverso stato di vita.
La loro relazione é caratterizzata da una collaborazione fattiva, da uno stile di dialogo e di accoglienza c da una corresponsabilità rispetto al carisma,


22. Laici e Sorelle Canossiane condividono particolari momenti di:
- vita fraterna e di preghiera, specialmente in occasione delle celebrazioni della Famiglia canossiana, quali la festa dell'Addolorata (15 settembre) e della Santa Fondatrice (8 maggio);
- gioia e sofferenza che toccano la vita dell'Associazione e dell'Istituto;
- comunicazione e verifica in fedeltà allo stesso carisma, ai segni dei tempi e agli orientamenti ecclesiali;
- esperienze e informazioni relative alla vita e all'attività pastorale:
- elaborazione e realizzazione degli itinerari formativi;
- comune servizio ai “più poveri” negli stessi ambiti socio-pastorali.
Gli Statuti nazionali indicano modalità e tempi di condivisione.
 

23. L'equipe di coordinamento dell'Associazione «Laici Canossiani», ai vari livelli, si relaziona con l'Istituto delle Figlie della Carità mediante la Sorella animatrice, nominata dalla rispettiva Superiora Maggiore.

«L'alta direzione dell'Associazione «Laid Canossiani» e di competenza della Superiora Generale dell'Istituto delle Figlie della Carità chiamata dalla Chiesa a garantire l’autenticità del carisma.

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